Tre inediti di Sofia Ciriello da "Gradi di separazione"

Aggiornato il: nov 12



Sofia Ciriello vive ad Arezzo ed è interessata all'arte e alla traduzione.

Collabora con StreetBook Magazine e Walrus Academy.


Le sue poesie qui proposte sono tratte dalla sua prima raccolta ancora inedita Gradi di separazione.



IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK

Stanotte ti trovavo ogni mattino

fuori dalla mia finestra.

Venivi da un'altra casa non lontana ma nemmeno confinante,

da qualche parte oltre le pareti della mia;

forse una casa esplosa

dentro a tutti i muri che sovrappensiero ho accarezzato.

E sempre eri lì,

oltre il vetro appannato.

Non lo aprivo, per paura che tu scappassi.

Ci guardavamo

con tremante esitazione,

come due estranee creature incapaci di comprendersi,

o forse troppo brave a farlo;

eppure, lo stesso, ho avuto

per una notte e molti mattini

una casa sulla soglia dell'alba.

Una casa, per un istante: il tempo di sorriderti.

L'ho fatto ogni mattina, questa notte.

Sei tornato ogni volta, per andartene.

Ma l'ultima ti ho visto

allontanarti dalla finestra

andando verso la mia porta:

e non so se alla fine hai bussato,

ma di sicuro ti ho aperto;

e non so se il tuo pavimento, di notte, geme come il mio,

né se lo sguardo dei gatti ti sfiora anche nel buio,

ma stanotte eri ogni notte

la luce del mattino.




MARE DI NOTTE

Che ne hai fatto oggi del mare?

Non hai risposto.

Qui tutto è stato bianco

per quasi due giorni.

Ma stanotte ho aperto gli occhi nel buio,

sotto al vento.

Fuori si è aperto il cielo

e dentro ho avuto un sasso fino al mattino.

"L'hai sentito urlare? C’era anche domenica"

hai detto in uno straccio di sogno.

Conosco fino all'osso il giro del vento dentro di me

e l'incaglio sul fondo

e la notte,

come non scorre.





PIOVE SULL'OCEANO

E mormora, di notte,

il mare.

Di giorno sussurra la notte

sul mio collo. E questo mare

che mormora di me

e di te

parola tirate in secco,

lasciate su rive lunghe che non conosco,

questo mare

non conserva del mio pensiero per te

che il feroce ritorno,

la dolce nenia

dei miei passi.

Non sa come si cammina,

non vede

che ti ho detto tutto

e che stamani ti ho guardato

di fronte al mio letto.

E continua

a mormorare.

© De–Siderium 2019